YahooFinananza – DOMANI SECONDO TAVOLO CONFRONTO CON GUIDI SU OBBLIGO POS

Roma, 21 lug. (TMNews) – Il 22 luglio si terrà il secondo tavolo di confronto con il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, per affrontare la controversa tematica del Pos obbligatorio per commercianti e professionisti. Dal 1 luglio 2014, infatti, è entrato in vigore il provvedimento contenuto nella legge numero 15 del 27 febbraio 2014, che obbliga tutti gli esercenti e i professionisti l’obbligo ad accettare pagamenti di importo superiore a 30 euro effettuati con carte di debito.

Molti i dubbi sollevati da commercianti e professionisti, in primo luogo la questione dell’eccessivo costo a carico di chi fornisce il servizio o il prodotto, della quale si è discusso nel primo incontro voluto dal ministro lo scorso 17 luglio. Nelle prossime settimane, informa una nota del ministero dello Sviluppo, il dibattito proseguirà con il confronto tra le organizzazioni di categoria dei commercianti, degli artigiani e dei professionisti, nel tentativo di coniugare le esigenze di allineare l’Italia agli altri Paesi europei, favorendo l’utilizzo della moneta elettronica, dall’altro la riduzione dei costi associati a questa modalità di pagamento.

“Ho sentito alcuni colleghi esprimere pareri molto contrari su questa normativa, ma io credo che, se accompagnato dalla riduzione delle tariffe bancarie, l’obbligo del Pos anche negli studi medici possa essere una novità positiva – ha commentato il dottor Marco Turco, responsabile dei programmi di cura degli studi dentistici Samadent – la possibilità di utilizzare la moneta elettronica è un vantaggio per gli studi seri, quelli che emettono fattura per ogni prestazione che fanno, ma è un vantaggio anche per il paziente, soprattutto quando si trova a pagare parcelle importanti. Inoltre costituisce una garanzia dell’affidabilità dello studio: chi lavora in nero, infatti, non può certo dotarsi di un Pos, e per questo uno studio che non lo abbia potrebbe destare nel paziente una certa diffidenza. Il pagamento con carta di credito o bancomat, inoltre, è un’arma efficacia contro la lotta all’evasione fiscale e ciascun cittadino, ciascuno di noi professionista o paziente, può e deve fare la sua parte in questo richiedendo sempre la fattura per le prestazioni che riceve. Certo, affinché il pagamento con carte di credito o bancomat possa diffondersi è anche necessario che vengano rivisti i costi dei canoni per la gestione del POS e le commissioni bancarie a carico del professionista che sono tra le più care d’Europa”.